Voci da una strada del mare - Scriplog

30 luglio 2012
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Racconti
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O
ggi ho fatto un esperimento. Ho provato a scrivere, su Twitter, una breve cronaca “a puntate” (di 140 caratteri l’una) di alcune cose sentite ieri sera, dal giardino della casa al mare. Ne è venuto fuori una specie di racconto minimalista, in cui molto viene detto ma molto rimane anche sottinteso.
Sull’esito di quest’esperimento giudicheranno altri, se ne avranno voglia. A me però è piaciuto scriverlo e, a distanza di qualche ora, rileggerlo, perciò lo posto anche qui in modo che non vada disperso nel fluire irrecuperabile dei tweet.

Domenica sera, mezzanotte passata. Dal giardino sento le persone che passano in bici. Provo a raccontarle con il tag #vocidaunastradadelmare

Due ragazze, forse minorenni.
– Mi ha detto che voleva farsi fare un pompino da una tipa in spiaggia.
– E non da te?
#vocidaunastradadelmare

– Forse me lo diceva perché mi offrissi io a spompinarlo invece dell’altra.
– E ti sei offerta?
– No. Ho fatto male?
#vocidaunastradadelmare

– Non so se hai fatto male. Dipende. L’altra gliel’ha fatto il pompino?
– Oggi pomeriggio no.
– E stasera?
– Non so.
#vocidaunastradadelmare

– Ma ‘sta troia quand’è che torna a casa?
– Sabato. Ha tutto il tempo per fargli un pompino.
– Devi arrivare prima.
#vocidaunastradadelmare

Due donne di mezz’età.
– E sai quanto avevo? 150 su 100.
– Tutto per colpa di Mario?
– Avevo preso anche un caffè.
#vocidaunastradadelmare

– La pressione perché sia attendibile devi misurarla alle 5.
– Perché?
– Perché lo dice il mio medico. Quello bello.
#vocidaunastradadelmare

– Ma no, è Mario che mi fa incazzare.
– È diventato stronzo?
– Da un po’. Forse la segretaria non gliela dà più.
#vocidaunastradadelmare

Vicini di casa, coppia cinquantenne.
– Me lo porti il caffè?
– Puoi venirtelo a prendere.
– E cosa ti tengo a fare?
#vocidaunastradadelmare

– Stronzo. Arrangiati.
– Io mi faccio il culo così, Dio po*co. Fammi ‘sto caffè.
– Te lo faccio io il culo così.
#vocidaunastradadelmare

– Che cazzo di stronza. Ma prima o poi vedi.
– Eh, “vedo”, certo… Non c’hai le palle.
– Me le hai frantumate tu.
#vocidaunastradadelmare

Il figlio 12enne:
– Dio ca*e, basta. Fagli ‘sto cazzo di caffè, mamma, e non rompere i coglioni.
– Va bene, va bene.
#vocidaunastradadelmare

Gruppo di ragazzi sui venti.
– Marco, va’ piano ché ti sballotta il portapacchi.
– Mi sballottasse solo quello!
#vocidaunastradadelmare

– Che vuoi dire?
– Che mi son rotto le palle di ‘ste uscite. A che servono?
– A far tardi.
– Per quello basta la tv.
#vocidaunastradadelmare

Un terzo tipo:
– Guarda, bello, che se ti annoi è perché sei una palla tu.
– Certo, sì. Ha parlato Letterman.
– Chi?
#vocidaunastradadelmare

– Vabbè, Marco, non abbiamo trovato fighe, ma domani magari…
– Di lunedì?
– Certo. È più facile. Meno concorrenza.
#vocidaunastradadelmare