Calvin & Hobbes - I migliori fumetti da far leggere ai propri figli #2 - Scriplog

3 gennaio 2015
Argomento
Figli
Fumetti
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Calvin & Hobbes

Calvin & Hobbes
9.4

Divertimento

10/10

Riflessione

10/10

Valori etici

9/10

Qualità artistica

9/10

Pro

  • Il protagonista è un seienne
  • È un inno alla fantasia, al gioco, alla creatività
  • Mostra ai bambini quanto possano essere distruttivi certi comportamenti
  • Rimarca il valore dell'affetto davanti alle difficoltà della vita
  • Età di lettura: dagli 8-9 anni in su (ma per apprezzarlo completamente bisogna averne almeno 14)

Contro

  • Non è per nulla semplice da capire, per un bambino
  • Va letto con l'affiancamento di un genitore
  • Non è un fumetto spensierato

 

Qualche giorno fa – come ho già scritto su Twitter e si può vedere qui sopra – io e il pupo abbiamo momentaneamente messo da parte Asterix (del quale nel frattempo il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport hanno cominciato a pubblicare l’opera completa a un prezzo molto interessante) e ci siamo buttati su Calvin & Hobbes. La striscia di Bill Watterson è – da almeno vent’anni, cioè da quando la scoprii sulle pagine di Linus – il mio fumetto preferito, e forse addirittura la mia opera di fiction preferita, superiore a tanti romanzi, a tanti film, a tante serie tv. Lo è perché riesce a unire poesia e umorismo, amore per il proprio pubblico e per i propri personaggi, genio e “regolatezza” (era una striscia quotidiana, che cioè usciva ogni santo giorno dell’anno sui quotidiani americani).

Un fumetto che ho letto e riletto (ogni volume almeno tre volte, e ora col pupo incomincio il quarto giro), comprato e ricomprato, collezionato e prestato, e non vedevo l’ora di poterlo leggere assieme ai miei figli. Ora abbiamo cominciato col primogenito, spero poi di passare anche agli altri.

Nonostante sia una striscia sui bambini, non è però necessariamente una striscia per bambini, e vedremo perché. Come, in fondo, non lo sono nemmeno i Peanuts, l’altro grande capolavoro americano a strisce. Però si può leggere benissimo anche a 8 o 9 anni, e vi assicuro che, anche se il piccolo lettore non capisce tutto, il divertimento è assicurato.

 

Calvin & Hobbes: che cos’è

Calvin e HobbesCome detto, Calvin & Hobbes è una striscia, cioè uno di quei fumetti che vengono pubblicati giorno per giorno sui quotidiani, al ritmo di una gag di tre o quattro vignette al giorno (più, la domenica, una “tavola”, cioè un insieme di quattro strisce a formare una storiella unica, spesso a colori).

È stata creata nel 1985 dal disegnatore americano Bill Watterson, che l’ha pubblicata fino al 31 dicembre 1995; in quella data, come annunciato dallo stesso autore, la striscia ha cessato le pubblicazioni, perché Watterson cercava maggior libertà artistica e si sentiva ormai troppo ingabbiato nel formato dei quotidiani e nella rigida cadenza di una gag al giorno. Da quel momento in poi Calvin e Hobbes sono scomparsi dalle scene, anche perché Watterson, completamente contrario ad ogni forma di merchandising, non ha mai concesso i diritti né per cartoni animati, né per altre opere derivate. Egli stesso vive nella sua casa in Ohio, rifiutando interviste e incontri con i fan e dedicandosi – a quel poco che è dato sapere – esclusivamente alla pittura.

D’altro canto, non ha più bisogno di guadagnarsi da vivere: i volumi che raccolgono le sue strisce hanno venduto più di 30 milioni di copie in tutto il mondo e le ristampe dei suoi personaggi continuano a comparire su migliaia di quotidiani.

Due parole sui personaggi, ora: Calvin è un bambino di sei anni, figlio unico di una coppia di una cittadina del nord America (probabilmente identificabile con Chagrin Falls, vicino a Cleveland, città di origine proprio di Watterson); Hobbes è semplicemente la sua tigre di pezza. La particolarità del fumetto è però che il tigrotto prende improvvisamente vita quando è visto tramite gli occhi di Calvin: mentre per tutto il resto del mondo, bambini compresi, si tratta solo di un peluche, per il bambino è un essere vivente, compagno di giochi e di avventure, complice e vittime di possibili scherzi.

I due, di fatto, ne combinano di tutti i colori: eseguono discese mozzafiato su uno slittino o su un carretto, allagano la casa quando dovrebbero fare il bagno, giocano a calvinball (una sorta di gioco inventato la cui unica regola è che nessuna regola può essere adottata più di una volta) e si trasformano tramite uno scatolone di cartone.

Ma in generale Calvin cerca di usare la fantasia per sfuggire alla banalità delle sue giornate: così la maestra, la signora Vermoni, viene trasformata in un perfido alieno che lo tiene in ostaggio; con la babysitter, Rosalyn, mette in piedi veri e propri duelli di furbizia; e poi ci sono i mostri che sbavano sotto al letto, i mostri di neve mutanti ed altro ancora.

 

Perché farlo leggere a dei bambini

Prima di tutto, perché questo fumetto è un vero e proprio inno alla fantasia: non c’è striscia in cui Calvin non s’inventi qualcosa, in cui non mostri che il mondo può diventare qualcosa di ben diverso da come appare a prima vista. Prendiamo Hobbes: tutti lo considerano una tigre di pezza semplicemente perché non sanno dargli vita con la loro fantasia; ma appena finisce nelle mani di Calvin, o meglio sotto il suo punto di vista, Hobbes aumenta di statura, diventa flessibile e sinuoso, si piega, balla, gioca, aiuta e tradisce il suo padroncino, fa il filo alle ragazze e cerca scatolette di tonno.

È, insomma, in primo luogo un fumetto che insegna a guardare più in là del proprio naso, a non accontentarsi della banalità del reale ma a modificarlo, senza porre limiti alle proprie aspettative, ambizioni e fantasie.

Calvin si duplica con una delle sue pseudoinvenzioniIn secondo luogo, e non è mai un particolare irrilevante, Calvin & Hobbes è una striscia scritta e disegnata benissimo, che fa ridere a crepapelle anche i bambini. A volte è profonda e filosofica, come quando si pone domande sul senso della vita o critica la televisione e il consumismo, ma in generale è e rimane una striscia comica, con gag spesso fisiche o comunque ben comprensibili per i più piccoli. Mio figlio, ad esempio, impazzisce per quelle maggiormente legate alla sua sensibilità: e quindi ride di gusto quando Calvin si scontra con Sancio, il bullo della scuola; quando tenta di scandalizzare Siusi, la compagna; quando fa e riceve agguati da Hobbes; quando combina disastri in casa, magari inseguendo un’idea strampalata.

Certo, molte cose non sono comprensibili. Con una stima ad occhio e croce, direi che per ora il mio bimbo (che ha 7 anni e mezzo) capisce da solo circa un terzo delle strisce; un altro terzo lo comprende dopo una veloce spiegazione; un ultimo terzo non lo capisce nemmeno con la spiegazione. Ad esempio, all’inizio ho dovuto aiutargli a capire perché Hobbes venisse a volte rappresentato come un peluche e altre volte come una tigre viva e vegeta; ho dovuto spiegarglielo perché non aveva mai pensato alla possibilità di rappresentare in questo modo la fantasia di un bambino, e da quel punto in poi l’ha capito e non ha più avuto bisogno di ulteriori chiarimenti sull’argomento; così è avvenuto anche per la prima volta in cui gli ho dovuto spiegare che quell’alieno che vedeva rappresentato non era davvero un reale alieno, ma il modo in cui Calvin immaginava la sua maestra e così via.

Infine, un ultimo pregio ci terrei a sottolinearlo: nonostante Calvin sia un monellaccio e faccia impazzire i suoi genitori, il suo fumetto è pervaso da un profondo affetto; la sua è una famiglia in cui raramente si vedono gesti cortesi, baci e abbracci, ma in cui regna un vero sentimento d’amore. E ancor più forte è l’affetto che lega Calvin al suo tigrotto.

 

Quali attenzioni bisogna avere

Per un bambino delle elementari, però, non sono tutte rose e fiori, come già ho in parte detto. In primo luogo perché Calvin & Hobbes è un fumetto difficile, che può a prima vista sembrare per bambini ma è in realtà pensato e realizzato per gli adulti.

Calvin immagina di distruggere una cittàE allora perché farlo leggere già da ora, mi chiederete. L’unica risposta che mi sento di dare è: perché è troppo bello per aspettare. Perché anche solo capendo il 66% di quanto c’è scritto, è superiore a quasi ogni altra cosa che c’è sul mercato. Perché anche dovendo spiegare molte strisce e molte vignette, è comunque straordinariamente divertente.

L’attenzione che bisogna avere è quindi quella di accompagnare i bambini nella lettura: non puoi dare loro in mano un libro di Watterson e poi andartene per i fatti tuoi. Devi leggerlo con loro, senza prevaricare i loro tempi ma fornendogli una chiave di lettura, almeno all’inizio. Dopo il primo volume può darsi benissimo che, anche a 8 o 9 anni, sappiano cavarsela da soli, perché ormai hanno imparato a muoversi nel “magico mondo” del bambino e della sua tigre, ma fino ad allora il genitore deve seguire, aiutare, spiegare.

Inoltre, un’ultima accortezza: se i vostri bambini sono dei discoli, occhio che Calvin fornisce varie interessanti e letali idee su come distruggervi la casa. Quindi stateci attenti

 

Da dove cominciare

L’unico modo per leggere Calvin & Hobbes è quello di procurarsi i volumi in cui sono state raccolte le strisce di Watterson. L’editore Comix già da qualche anno ha pubblicato in italiano a cifre abbordabili tutte le raccolte americane (in ordine: Calvin & HobbesC’è qualcosa che sbava sotto il lettoYukon, arriviamo!Domenica è sempre domenicaStrani esseri da un altro pianetaLa vendetta del baby-sitteratoIl progresso tecnologico fa “boink”L’attacco dei mostri di neve mutantiLa vita che stressTigrotto psicotico con istinto omicidaDieci anni di Calvin & HobbesC’è un tesoro in ogni doveÈ un magico mondoCalvin & Hobbes: tavole domenicali 1985-1995). Inoltre dal 2012 la Panini sta ristampando l’opera omnia The Complete Calvin & Hobbes in cofanetto.

Se invece non conoscete la serie e ne volete un assaggio, potete leggerla – in inglese – su gocomics.com.

 

  • Gianna Raccagni

    Calvin & Hobbes è un fumetto unico. Io e mio figlio di 8 anni lo adoriamo. Lo legge e lo rilegge ridendo a crepapelle. È sicuramente un fumetto non facile (ho provato a divulgarlo agli amici di mio figlio ma non trova facilmente ammiratori perché considerato troppo difficile) ma noi lo troviamo unico e sarò sempre grata al l’amica che me lo ha fatto conoscere.