Non è questione di musulmani e cristiani - Scriplog

11 gennaio 2015
Argomento
Politica
Commenti 3

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Vedete: non è questione di musulmani e cristiani, di africani e italiani, di immigrati e persone con la cittadinanza. È questione di riconoscersi nei diritti fondamentali della Costituzione: se ammetti tutto quello che la Costituzione garantisce, allora puoi entrare nel paese, e puoi starci, e la tua partecipazione anzi ci può arricchire; se dissenti, è meglio se te ne stai fuori.

Per questo a quei musulmani (che ho visto citati dagli organi di stampa) che dicono «No alla violenza, però sulla religione non si deve scherzare», io direi: «Allora meglio che non vieni in Italia, amico, perché io non sono disposto a perdere la mia libertà di parola per te». Ma lo stesso secondo me bisognerebbe dirlo a quegli italiani ultracattolici che pensano che non si debba scherzare su Dio, Gesù e i santi: «Se non ti va bene che io scherzi sulla Madonna e San Giuseppe, be’, quello è il confine. Chiedi asilo in Città del Vaticano o altrove, vedi tu». Stessa cosa per chi non accetta l’esistenza dei gay, degli immigrati in quanto tali, delle fedi diverse da quella cristiana.

Puoi dissentire con una vignetta, con uno stile di vita o con un pensiero, non con il diritto a esprimere quel pensiero, a vivere quella vita o a disegnare quella vignetta.

Il problema, insomma, non è dove sei nato o in che cosa credi; ma se accetti le regole del gioco. Se non le accetti, meglio che non giochi.

  • a Marì!

    È un confine labile però. Perché ci ho pensato, e molto, su sta cosa. Perché la libertà è cosa indiscutibile ma anche offendersi lo è. Perdonami non vorrei essere fraintesa, sono liberale da sempre, mi chiedo però fino a dove possiamo arrivare con la satira. Se la nostra personale libertà includesse le battute contro il papa o contro la bibbia, contro uno qualsiasi dei tanti Santi o la Madonna. Scusa parlo con ignoranza perché non conosco le vignette imputate e mai e poi mai giustificherei una reazione violenta, mi chiedo se in questi casi saper evitare di turbare o offendere non sia quanto meno lungimirante. Altra cosa poi sono i politici e le loro, spesso inutili e false, dichiarazioni. Grazie per il tuo bel post. Mgg64

    • scrip

      Io non dico che la satira sia sempre condivisibile, né bella. Alcune delle vignette su Maometto che ho visto erano inutilmente volgari, come lo era in particolare una sulla Trinità che stava pure in copertina. Ma il mio giudizio, per così dire, estetico e morale non incide sul loro diritto di essere anche volgari e offensivi (non nei confronti di una persona vivente, ma di un morto e di un ideale), se vogliono. Perché se il criterio fosse l’essere offensivi, allora salterebbe fuori subito qualcuno che si offende quando prendono in giro la sua squadra del cuore, o il suo cantante preferito, e il diritto di satira andrebbe presto a farsi benedire.

      • a Marì!

        Quello che dici è pienamente condivisibile. E il mio interesse era ed è sempre capire. Ciò che non riesco a spiegarmi è il perché andare a colpire così pesantemente un qualcosa di così delicato come la religione. Ho 50 anni e ho sempre pensato che se si vuole adorare e credere anche solo ad una foglia o il sole per me va bene purché non si costringa, si uccida, si faccia del male in nome di quel Dio. Ecco perché trovo labile il confine tra fare satira e offendere. Poi hai assolutamente ragione sulla loro libertà di offendere un ideale..ma ricordiamo che tutti abbiamo qualcosa che riteniamo tale. È chiaro che non è MAI giustificabile la risposta violenta e trucida.