Perché domani non faccio sciopero - Scriplog

4 maggio 2015
Argomento
Politica
Scuola
Commenti 7

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Due o tre cose sullo sciopero generale della scuola di domani ci tenevo a dirle. E – premessa – non lo faccio per difendere o per attaccare Renzi, di cui mi interessa poco o nulla; vorrei provare a parlare del testo della riforma. Se siete a favore di Renzi o contro Renzi per partito preso, questo post non fa per voi.

1) Leggendo il testo del ddl “La buona scuola” (qui un sunto e i link per scaricarlo), questa è nettamente la miglior riforma della scuola proposta negli ultimi trent’anni – e forse anche di più, ma quelle più vecchie non le conosco. Docenti neoassunti chiamati dai presidi in base al curriculum (magari!), docenti che possono valutare le offerte anche di più scuole con una programmazione almeno di tre anni (magari!), 500 euro a docente ogni anno per formazione e autoformazione (magari!), incentivi in base alle innovazioni nel metodo didattico e nei risultati raggiunti dai propri studenti (magari!), super immissione in ruolo e risarcimento per precari (magari!), anno di prova con ispezioni in classe (magari!), soldi per il piano digitale (magari!) e altro ancora. Avercele avute prima, di novità del genere (che tra l’altro sono la norma in molti paesi europei: e non sto parlando di dittature, ma di democrazie che funzionano anche meglio della nostra).

2) Dite: è tutta facciata. Vi rispondo: è una critica che si può muovere a qualsiasi riforma, buona o cattiva che sia; casomai dovremo vedere se funziona, se raggiunge gli scopi che si è prefissata, ma bisognerà almeno prima provare a metterla in pratica. Dite: ora i presidi potranno assumere chi vogliono e cacciare chi gli è antipatico, chi si ribella, chi non è d’accordo con le direttive imposte dall’alto. Vi rispondo: a parte che non è affatto così (il problema, casomai, riguarda i neoassunti), ma in fondo non lo fanno già? Io l’ho visto fare molte volte anche col sistema attuale: se un preside sa come muoversi, sa già come fare a cacciarvi dalla sua scuola. Dite: si potevano fare molte più cose. Vi rispondo: vero, ma qualcosa è meglio di niente (ed è più di quanto abbiamo mai visto, siamo onesti). Dite: si daranno ancora più soldi alle private. Rispondo: ok, su quello si può discutere, ma è un problema su dieci proposte avanzate; davvero volete bloccare una riforma così grande perché non ve ne piace una piccola parte? Se vivete in un mondo in cui ottenete sempre tutto quello che volete, ditemi come ci si arriva ché mi ci trasferisco anch’io. Dite: la valutazione dei docenti verrà usata per dare soldi a chi rientra tra i preferiti del preside. Rispondo: guardate che è già così (vogliamo parlare delle funzioni strumentali? O di certi corsi che vengono autorizzati non si sa bene perché? O di altre magagne che sono presenti in qualsiasi scuola?), ma c’è anche la possibilità che qualcuno prenda dei soldi per effettivi meriti, una volta tanto. La vera domanda è piuttosto un’altra: di cosa avete paura? Della valutazione? Delle prove Invalsi? E non pensate che la scuola – dove chiunque ancora oggi può indifferentemente insegnare oppure leggere il giornale in classe (e succede, altroché se succede), a sua discrezione – abbia bisogno di un minimo di controllo?

3) Domani, per lo sciopero generale, la mia scuola ha obbligato gli studenti a restare a casa, evidentemente perché non c’è il personale per garantire la sorveglianza. E a me questo scoccia parecchio: perché avevo tre ore e volevo andare avanti col programma, perché volevo spiegare la Dialettica trascendentale di Kant in quarta, perché volevo parlare della Scuola di Francoforte in quinta, perché in terza volevo presentare le prove su Dio di Sant’Anselmo. Certo, si recupera alla volta dopo; però ogni ora persa è un po’ di programma in meno a fine anno, un po’ di cose che non riesco a comunicare, a far passare. Voi volete scioperare? Benissimo, scioperate. Ma io voglio fare lezione. Chiamatemi crumiro o come vi pare, ma io non voglio perdere ore per colpa delle paure di qualcun altro. Io voglio poter far lezione.

  • Maiko76

    Avercene avuti ai miei tempi di professori come te…

  • Anch’io voglio fare lezione, ma non sul modello di scuola che si intuisce da questa (?) riforma. Stendiamo un velo pietoso sul ruolo che avrebbero i DS, se ora possono assegnare una funzione strumentale e il suo ridicolo compenso a chi gli è più simpatico, domani potranno decidere di farlo con 500 euro di aumento mensili in base a criteri del tutto oggettivi. E poi il 5 per mille che le famiglie potranno devolvere ad una particolare scuola ? (ne comprendi le conseguenze vero?). Per tacere sull’entrata del privato che come azienda deve far profitto? E poi “il problema riguarda i neoassunti” ?
    Domani sciopererò anche per te per permetterti in futuro di continuare a decidere la didattica perché se la riforma passa così com’è sarà il tuo preside a decidere se conviene insegnare ai ragazzi “le prove su Dio di S.Anselmo”.

  • Alessio Scandola

    Peccato che sia stato “soltanto” mio commissario esterno alla maturità, sarebbe stato molto bello avere avuto lei come docente durante le superiori. Un plauso alla sua volontà, alla sua passione nell’insegnare!

  • Con la chiamata diretta, per esempio, non avrei dovuto attendere dicembre per l’assunzione fino a giugno nel serale dove sono quest’anno. Tra l’altro i miei studenti avevano consegnato al preside una lettera, firmata da ciascuno di loro (quelli del triennio) per farmi restare: è stato molto emozionante quando mi hanno consegnato una copia, e il preside è rimasto molto colpito dell’iniziativa (nella sostanza abbastanza inutile). Poi mi è andata bene, però, come dice (più o meno) D’Avenia, si insegna per loro, che per il resto la scuola è un’istituzione che viene guidata nel complesso piuttosto male, motivo per cui non sono d’accordo con lo sciopero. Io personalmente, infatti, sciopererei contro la scuola, contro i presidi e le segreterie e anche contro qualche collega, e in questo senso questa riforma introduce molte cose buone (a fronte di altre che sono certo perfettibili). Forse i modi con cui la riforma è stata discussa e portata avanti, o la fretta di Renzi di approvarla sono più che criticabili (e forse – un forse bello grande – sono buoni motivi per scioperare), ma questo è un discorso che esula dalla scuola ed entra nella politica in senso più stretto.
    In ogni caso la partecipazione allo sciopero, soprattutto per me al serale, diventa forzata: non me la sentirei di mettere i ragazzi tutti assenti solo perché io, unico o uno dei pochi, sono andato stasera a scuola, e così partecipo (o per meglio dire mi assento), anche perché mi pare che ben pochi comprenderebbero la mia contrarietà allo sciopero stesso (o l’accettazione di un modello che va nella direzione di quello della scuola finlandese, giusto per citare uno dei migliori al mondo), e me ne sono reso conto dando un’occhiata al corteo infinito che c’è stato a Milano o leggendo uno dei commenti al tuo post (che mi ha ricordato i commenti che i miei professori delle medie facevano davanti alla tazza del caffè al bar dei miei genitori, praticamente ignorando la mia presenza: e già allora in quei commenti qualcosa mi suonava strano).

  • Olmo Neri

    emerge la percezione che così ogni scuola potenzialmente diventa un’isola confessionale, monoculturale con un Preside e uno stuolo di clientes ? O mi lecchi le scarpe o te ne vai … auguri.

  • Caterina Lisi

    Quoto il tuo ragionamento: da qualche parte si deve cominciare, tanto son convinta che lo status quo non verrà modificato da una riforma, basti pensare allo scorrimento delle graduatorie personale ATA terza fascia; e sì da studentessa se avessi potuto qualche insegnante lo avrei mandato a fare un altro mestiere.

  • Stefano Vitta

    Ma forse anche gli studenti ed i genitori potrebbero giocare una certa pressione sul DS autoritario e tanto temuto