Ricordare sì, ma proiettati in avanti (per una Giornata della Memoria diversa dal solito) - Scriplog

20 gennaio 2017
Argomento
Scuola
Storia
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In questi giorni ho letto lamentele di tutti i tipi sulla scuola, ormai troppo “facile” e utile solo a creare gente che non pensa. E anche sui ragazzi di oggi, su cui scarichiamo tutti i mali del mondo, perché sarebbero pigri, incostanti, demotivati, teledipendenti, cellulardipendenti e così via.

Le solite cose, insomma, che ogni generazione scrive della generazione successiva, e che riemergono – costanti e identiche – ad ogni proposta di riforma della scuola. Niente di nuovo sotto il sole. Da questo punto di vista, noi italiani non sorprendiamo mai: la scuola non forma e i giovani sono la rovina della società.

Per la Giornata della Memoria

Ecco, la miglior risposta a queste lamentele penso però che sia quello che, nella scuola in cui lavoro, verrà messo in piedi  il prossimo 27 gennaio . Per la Giornata della Memoria, infatti, le lezioni saranno organizzate e tenute proprio da quei ragazzi “pigri e demotivati”. 28 argomenti diversi (se li ho contati bene), scelti liberamente dalle varie classi e presentati durante la mattinata in lezioni a cui ogni studente non impegnato nella presentazione potrà partecipare fino ad esaurimento posti.

I temi delle lezioni

In pratica i ragazzi, a turno, faranno lezione ai loro compagni, e poi andranno ad assistere alle lezioni di altri coetanei.  Dalle distopie ai campi di concentramento, dai ghetti agli esperimenti sociali, dalla cucina ebraica allo humor nero, dalle opere d’arte sottratte dai nazisti alle Olimpiadi del 1936, da Primo Levi alla propaganda tramite i cartoni animati : gli argomenti toccati sono tantissimi e tutti diversi.

All’atto pratico ci sarà sicuramente qualche piccola imperfezione, ma già così è la miglior Giornata della Memoria a cui io abbia mai partecipato, sia per la varietà dei temi, sia perché i ragazzi, per una volta, sceglieranno liberamente cosa approfondire e saranno i reali protagonisti della giornata.

Anche perché il ricordo è bello quando non è celebrazione, ma scoperta, novità, motore per il futuro. Avercene, anche tra gli adulti, di persone “pigre”, “demotivate”, “aiutate” e “facilitate in tutto” che abbiano però ancora questa voglia di essere protagoniste, di approfondire, rimanere curiose, scoprire, provare.